20 Luglio 2026 · News
PPWR 2026: come progettare packaging ed etichette conformi
Il PPWR cambia il modo in cui aziende e designer devono progettare imballaggi ed etichette. Ecco cosa valutare e come trasformare l’adeguamento in un’opportunità per il brand.
Il 12 agosto 2026 diventerà generalmente applicabile il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation.
Per le aziende non si tratta soltanto di sostituire un materiale o aggiungere un simbolo sull’etichetta. Il nuovo scenario richiede un approccio più completo, nel quale struttura, materiali, dimensioni, componenti, comunicazione e fine vita del packaging devono essere progettati insieme.
In sintesi, il PPWR punta a ridurre gli imballaggi superflui, migliorare la riciclabilità, aumentare l’utilizzo di materiali riciclati e favorire sistemi di riuso. Il Regolamento è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e troverà applicazione generale dal 12 agosto 2026. Si applica agli imballaggi indipendentemente dal materiale e dal settore di provenienza. Commissione europea – Packaging waste
Per brand, produttori e distributori, questo è il momento giusto per verificare i packaging esistenti e programmare eventuali interventi.
Che cos’è il PPWR?
Il PPWR è il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Sostituisce progressivamente il precedente sistema basato sulla Direttiva 94/62/CE e introduce regole maggiormente armonizzate per il mercato europeo.
A differenza di una direttiva, un regolamento europeo è direttamente applicabile negli Stati membri, pur richiedendo atti attuativi e indicazioni tecniche per diverse misure.
Gli obiettivi principali comprendono:
- ridurre la quantità di imballaggi e rifiuti prodotti;
- limitare l’impiego di materie prime vergini;
- rendere gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile;
- aumentare il contenuto riciclato negli imballaggi in plastica;
- promuovere il riuso;
- limitare sostanze considerate problematiche;
- armonizzare informazioni ed etichettatura.
L’obiettivo europeo è rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030. Commissione europea – Obiettivi del PPWR
Cosa cambia dal 12 agosto 2026?
Non tutte le disposizioni entreranno in applicazione contemporaneamente. Alcuni obblighi saranno progressivi e dipenderanno anche dall’adozione di ulteriori atti tecnici europei. Tuttavia, dal 12 agosto 2026 il PPWR diventerà il riferimento generale per gli imballaggi immessi sul mercato europeo. Questo rende necessario iniziare a considerare il nuovo quadro già durante lo sviluppo dei prodotti.
Un packaging progettato oggi potrebbe infatti essere stampato, prodotto, distribuito o riordinato dopo l’entrata in applicazione del Regolamento. La Commissione europea ha pubblicato nel marzo 2026 nuove linee di orientamento e FAQ per chiarire numerosi aspetti pratici sollevati dagli operatori. FAQ ufficiali sul PPWR
I cinque aspetti da verificare nel packaging
1. Riduzione di peso e volume
Uno degli obiettivi del PPWR è contrastare gli imballaggi sovradimensionati e l’utilizzo di materiale non necessario.
Questo non significa semplicemente rendere tutto più piccolo. Il packaging deve continuare a:
- proteggere il prodotto;
- garantirne conservazione e sicurezza;
- resistere al trasporto;
- presentarlo correttamente;
- contenere le informazioni obbligatorie;
- offrire un’esperienza d’uso adeguata.
La progettazione deve quindi trovare un equilibrio tra riduzione del materiale e prestazioni.
Un astuccio troppo grande rispetto al prodotto, un doppio fondo puramente estetico o un inserto sovradimensionato potrebbero richiedere una revisione. In alcuni casi è possibile intervenire modificando la fustella, eliminando componenti o riprogettando la disposizione interna.
2. Riciclabilità del sistema completo
Non basta che il materiale principale sia teoricamente riciclabile. È necessario valutare il packaging come un sistema formato da corpo, chiusura, etichetta, adesivo, rivestimenti e decorazioni.
Un flacone riciclabile può diventare più difficile da trattare se viene abbinato a:
- un’etichetta incompatibile;
- un adesivo non adeguato;
- una sleeve che copre interamente il contenitore;
- componenti realizzati con materiali diversi e difficili da separare;
- finiture o laminazioni che interferiscono con il processo di riciclo.
Per questo motivo il dialogo tra designer, produttore del contenitore, etichettificio e stampatore dovrebbe iniziare prima dell’approvazione della grafica.
3. Materiali e contenuto riciclato
Il Regolamento introduce obiettivi relativi al contenuto riciclato per determinate categorie di imballaggi in plastica e prevede criteri di riciclabilità progressivi.
La scelta del materiale non può però basarsi soltanto sull’aspetto ambientale dichiarato. Deve tenere conto anche di:
- compatibilità con il prodotto;
- contatto alimentare o cosmetico;
- barriera a luce, ossigeno e umidità;
- resistenza meccanica;
- processo di riempimento;
- trasporto e stoccaggio;
- qualità e disponibilità della filiera.
La soluzione più sostenibile è quella che riduce l’impatto mantenendo la funzione dell’imballaggio. Un packaging che provoca deterioramento o spreco del prodotto può avere un risultato complessivo peggiore di una soluzione apparentemente meno “verde”.
4. Etichettatura e informazioni
Il PPWR prevede un sistema di etichettatura armonizzato per aiutare i consumatori a comprendere la composizione e il corretto conferimento degli imballaggi. Parte dei dettagli operativi dipenderà dagli atti di esecuzione europei.
Per le aziende, l’errore da evitare è modificare subito tutte le grafiche sulla base di bozze, interpretazioni non ufficiali o simboli non ancora definitivi.
È preferibile progettare fin da ora un’architettura grafica flessibile, riservando uno spazio sufficiente per:
- indicazioni sul materiale;
- istruzioni di separazione;
- simboli armonizzati;
- QR code o supporti digitali, quando ammessi;
- informazioni richieste dalle normative di settore.
Il redesign dovrebbe considerare anche leggibilità, dimensioni minime, contrasto e gerarchia visiva. Inserire nuove informazioni senza riorganizzare il layout può rendere l’etichetta confusa e indebolire il brand.
5. Comunicazione ambientale
Espressioni come “eco-friendly”, “green”, “amico dell’ambiente” o “100% sostenibile” devono essere utilizzate con grande cautela.
La comunicazione dovrebbe riferirsi a caratteristiche specifiche, documentabili e comprensibili. È più corretto comunicare, quando verificato, che un imballaggio contiene una determinata percentuale di materiale riciclato oppure che è stato ridotto di un certo peso rispetto alla versione precedente.
Il design deve rendere queste informazioni accessibili senza trasformare il packaging in una somma di claim ambientali generici.
Perché il PPWR non è soltanto un problema normativo
Un intervento eseguito esclusivamente per “aggiungere le diciture mancanti” rischia di produrre un packaging meno leggibile e meno coerente.
Un progetto ben condotto può invece diventare l’occasione per:
- ridurre i costi dei materiali;
- ottimizzare trasporto e stoccaggio;
- semplificare la produzione;
- aggiornare un’identità visiva datata;
- migliorare la percezione del prodotto;
- rendere più chiara la gamma;
- comunicare in maniera credibile l’evoluzione dell’azienda.
La conformità non dovrebbe arrivare alla fine del progetto. Deve essere uno degli input iniziali insieme a posizionamento, pubblico, prezzo, canale di vendita e caratteristiche tecniche.
Come può supportarti Didonna Design Studio
Didonna Design Studio può affiancare aziende e professionisti nella parte progettuale e grafica del processo attraverso:
- analisi del packaging esistente;
- progettazione di astucci ed etichette;
- ottimizzazione delle fustelle;
- riorganizzazione delle informazioni;
- coordinamento grafico delle linee prodotto;
- modellazione e rendering 3D;
- mockup per presentazione e comunicazione;
- preparazione dei file esecutivi;
- prototipazione;
- confronto con stampatori e fornitori.
Il supporto riguarda il design e l’industrializzazione grafica del packaging. Le verifiche legali, chimiche, alimentari o di certificazione devono essere svolte con i consulenti e gli organismi competenti.
Devi aggiornare un packaging o stai preparando una nuova linea di prodotti?
Contatta Didonna Design Studio per analizzare il progetto e individuare una soluzione coerente con il brand, la produzione e il nuovo scenario europeo.